capacità

Obbiettivi e risultati – parte 2

Ieri sera ero andato a letto con una domanda senza risposta. Cos’é che in quel caso aveva fatto scattare la molla della coerenza, che ancora oggi mi fa comportare in quel modo? Ebbene, stamattina stavo seguendo una lezione di Pnl di un formatore. Titolo dell’argomento era: “I livelli di pensiero di Robert Dilts”. Suppongo che ne abbiate sentito parlare. Ebbene, mentre ascoltavo mi si è accesa una lampadina, il mio flash! E si, da alcuni anni a questa parte di tanto in tanto queste cose avvengono nella mia mente. Immagino che accadano anche a voi perché, se ciò non avvenisse, dovrei cominciare a preoccuparmi per me. Scherzi a parte, i cambiamenti avvengono quando c’è un allineamento tra i vari livelli, è questo il collegamento tra i due episodi. Nell’esempio delle strisce pedonali non avevo trovato un collegamento con la mia mission. Ma il mio cambiamento era in sintonia con i primi 5 livelli di cui parla Robert Dilts: l’ambiente, il comportamento, le capacità, i valori e le credenze, l’identità. E questo mi aveva permesso di essere coerente con quello che pensavo, dando luogo di fatto ad un nuovo comportamento a costo zero e senza ripensamenti futuri. Per quanto riguarda invece gli obbiettivi mancati, ho iniziato a lavorare sui livelli da sistemare, ed in particolare sulla mia identità. Mi è costato raccontare di me. Tuttavia questo lavoro è diventato uno stimolo a lavorarci su. E guarda caso, quando ci lavori, prima o poi ottieni dei risultati.

Estratto n.4 (dal libro: fumo zero)

Estratto n.5 (dal libro: fumo zero)
La nostra vita ed i nostri comportamenti sono legati a tutta una serie di situazioni pregresse, legate a ciò che abbiamo appreso da bambini, dai genitori e dalle persone a noi più vicine, dalla scuola, dall’ambiente esterno in cui abbiamo vissuto, ed anche dalle nostre esperienze. Il risultato è che il nostro cervello, nel momento in cui arrivano le informazioni provenienti dai nostri sensi, le filtra e le elabora secondo questa sua logica, dandogli significati diversi, e infine le immagazzina. Questo lavoro di semplificazione e di filtraggio delle informazioni è necessario al cervello per non sovraccaricarlo di informazioni inutili. Ma il fatto che sia lui a stabilire in automatico quali cose siano da mantenere e quali no, fa sì che spesso, ciò che noi crediamo o pensiamo di sapere, e perfino ciò che riteniamo giusto o sbagliato, non corrisponda alla realtà delle cose. E così ci diciamo, ad esempio, che possiamo smettere di fumare quando vogliamo, mentre nella realtà, non ne siamo capaci.